Favini e la carta amabilmente lavorata

Stavolta, mi concedo a una delle mie più grandi passioni: la carta.

La storia di Favini ha inizio nel lontano 1736, quando la Repubblica Serenissima di Venezia concesse l’autorizzazione di trasformare un mulino situato a Rossano Veneto in una fabbrica per la produzione della carta. Nel 1906 la famiglia Favini lo acquista.

Inizia l’avventura imprenditoriale.

Favini crea una divisione dedicata alla trasformazione della carta in articoli per la scuola, l’ufficio e il tempo libero.

Negli anni ’90, su richiesta del Magistrato alle Acque di Venezia, brevetta un metodo per utilizzare le alghe che infestano la Laguna. Grazie ad uno speciale processo produttivo, le alghe grezze vengono essiccate, tritate e aggiunte all’impasto, dando così vita ad Alga Carta.

Nel 2009, il lancio della nuova corporate identity: Favini si presenta al mercato con un nuovo logo e una nuova immagine aziendale semplici ed essenziali, che sottolineano il nuovo corso di un’azienda votata alla ricerca di materiali innovativi.

Negli anni, ha proposto carte ecologiche prodotte con residui della lavorazione della frutta e noci – caffè, nocciole, mandorle, agrumi, kiwi, olive, mais, lavanda e ciliegie – e ne ha brevettato il processo produttivo.

 

 

L’azienda, insomma, conferma il proprio impegno per la riduzione dell’impiego di cellulosa vergine provenienti da alberi. Ed è così che ha visto crescere il proprio fatturato (il 70%  è estero), protagonista di un processo di sviluppo che ha basi solide nella ricerca.

Marika La Greca

 

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