SICILIAN TOUCH

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Sì, il posto in cui viviamo ha un cielo dalle strisce piatte di bianco che si propagano nell’aria, a lama di ventaglio. E poi, c’è una bestia enorme, tenuta per il piede in catene. E che scalpita. Ha una grande massa muscolare, composta da uomini e donne artigiani: una classe creativa locale.

Il posto in cui abitiamo è uno di quelli in cui gli occhi degli uccelli luccicano nelle caverne tra le foglie e in cui una possente montagna protegge quanto di più caro ha. 

‘Guarda, Vale, la signora Concetta si tira su le grosse calze nere’ disse Maria.

‘Ora ho sonno, lasciami stare. Gli uccelli prima cantavano in coro. Ora, dormono anche loro!’ disse Valentina.

Ma non dormono tutti. 

Il posto in cui abitiamo è uno di quelli in cui le gambe dei giovani sono mosse dal cuore, in cui ogni angoscia si posa tra le radici dei pini e le rive di un mare bellissimo. 

Enza passa davanti al capanno degli attrezzi. I suoi occhi sono belli. Sembrano quelli affilati di un gatto  pronto a saltare. E nemmeno lei dorme. Per curiosità o consolazione. Ha sempre in mano frutti appena raccolti e stoffe ricamate all’alba, sporche di terra.

Totò costruisce mobili e pettini in legno per regalarli a Rosalia.

‘Ho i capelli arruffati perché, mentre mi pettinavo, ho visto una mosca nella ragnatela e mi sono chiesta – che faccio? libero la mosca? o lascio che se la mangi? -. Ecco perché faccio sempre tardi, ho dei trucioli di legno tra i capelli, sempre’ disse Rosalia.

Marika La Greca

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